Ciao a tutti,

oggi andiamo a conoscere il lato rosa del Gluten Free Days e della cucina senza glutine. Conosciamo Alice Gorgatti, blogger (Scopri il suo blog Mangiamoceli) , chef, architetto!

Lei vi delizierà durante la due giorni di Gluten Free Days 1-2 Ottobre con laboratori per bambini! Scopri qui

 

L'intervista a Alice Gorgatti

 

 

Sglutinati: Ciao Alice, grazie innanzitutto di averci concesso questa intervista.  

 

Gorgatti: Ciao ragazzi e amici “sglutinati”! Grazie a voi per presentare e accompagnare i lettori verso l’evento del GFDays 2016 di Roma per il quale ci stiamo tutti preparando! E Grazie per questa singolare intervista!

 

 

Sglutinati: Vogliamo chiederti subito se ti senti più blogger, chef o architetto?

 

Gorgatti: La mia è una vita particolarmente movimentata e per lavoro e passioni, mi occupo contemporaneamente di diversi ambiti che comunque fanno parte di me e del mio quotidiano, mi contraddistinguono, e sono strettamente connessi gli uni agli altri.

Mi ritrovo “chef” per “gioco”, soprattutto quando cucino, partecipo a concorsi culinari e mentre sono impegnata a tenere laboratori di cucina per bambini e adulti, come quelli che mi vedranno protagonista durante le giornate capitoline al Glunten Free Days, l’1 e 2 ottobre 2016. “Chef” è forse un appellativo troppo alto per me; diciamo che mi piace dilettarmi tra pentole e fornelli sglutinati, tanto che i risultati ottenuti mi hanno gratificata e dato soddisfazioni immense, come il premio “#naturalmente..senza” vinto per due anni consecutivi e, in particolare, il Concorso di Cucina gluten free indetto dalla Associazione Cuochi Italiani che mi ha decretato “LA STELLA DELLA CUCINA SENZA GLUTINE 2016”.

Tuttavia mi sento certamente più “Blogger” con mangiamoceli.com, la mia pagina interattiva, attraverso la quale fotografo, recensisco e creo piatti alla portata di tutti, oltre a scrivere articoli per alcune riviste del settore, il tutto mentre viaggio, assaggio e cerco di divertirmi.

Anche questo è un “lavoro” a tutti gli effetti, tanto che il tempo necessario da dedicare a questa parte di vita dovrebbe essere moltissimo e, spesso, non mi riesce totalmente come vorrei. Ciò nonostante, il mio impegno verso il blog è costante e silente, mentre mi dedico a progetti culinari, sviluppo idee ed incontro aziende del settore.

 “Architetto” nel mio quotidiano, la mia principale attività, e nel modo in cui organizzo e scandisco il mio tempo: con ordine e precisione (il più possibile!!) e un pizzico di creatività e genio.

Questi i diversi fattori che si esprimono nei miei progetti, tra i fornelli e nella mia esistenza.

 

 

 

Sglutinati: Sei celiaca, quindi sai bene cosa deve “subire” un celiaco quando esce a cena fuori. Cosa pensi di questo? Come si potrebbe migliorare la situazione?

 

Gorgatti: Adoro il cibo (moltissimo!) e di conseguenza poter condividere nuove e diverse cucine, quindi esperienze culinarie differenti. Parlando di ristorazione devo dire che trovo sempre qualche piatto naturalmente gluten free che fa al caso nostro. Comunque, consiglio di leggere sempre il menù con pazienza e curiosità e soprattutto di comunicare la propria intolleranza senza fare da se. È una cosa davvero importante!

Per quanto riguarda i locali certificati credo siano ancora troppo pochi, nei piccoli centri quasi inesistenti e nelle grandi città presenti, ma molto (o troppo) minimali sia nel menù che nella location. Insomma l’offerta certamente non manca, tanto che con un minimo di pazienza e di ricerca (oggi le app che offrono una raccolta di locali con annesse recensioni è ampia) e la voglia di muoversi al di fuori del proprio nucleo ci permette oggi di non “subire” la celiachia. Mi aspetterei però maggiore audacia e voglia di mettersi in gioco da parte di tutti. Basta poco!

Parlando invece di celiachia in senso più ampio, questa ha, nel tempo, avuto una crescita esponenziale e di conseguenza molti esercizi commerciali hanno dovuto perlomeno informarsi; alcuni hanno impostato perlopiù la propria cucina verso un approccio salutistico offrendo pietanze oltre che senza glutine, attente verso altre tipologie di allergie, intolleranze alimentari ed esigenze specifiche. Credo che questa sia la direzione giusta, alla quale, chiunque offra un servizio al pubblico, dovrebbe puntare. 

 

 

Sglutinati: Quale è la tua specialità culinaria?

 

Gorgatti: Amo cucinare i dolci, forse perché ne vado matta! Tutto è iniziato così, provando ad infornare dei plum cake per la colazione e con la voglia di poter assaggiare dei biscotti di pasticceria, utilizzando ingredienti naturalmente privi di glutine, quelli che prediligo. È vero. Serve precisione, un po’ di esperienza, sperimentazione, e conoscenza delle materie prime, ma il bello è proprio questo: poter scoprire ogni volta un nuovo ingrediente, un nuovo aroma, una nuova spezia. La soddisfazione più grande è quando la ricetta è facilmente replicabile e condivisibile! Quindi avrete compreso che la mia specialità sono certamente i dessert, perché sono la pietanza che lascia l’ultimo ricordo di una buona cena, ancor meglio se senza glutine!

 

 

Sglutinati: Cosa non cucineresti mai, neanche sotto tortura?

 

Gorgatti: Cerco sempre di intraprendere ogni nuova esperienza mettendomi alla prova, una sorta di sfida personale, con conoscenza e creatività, perché credo siano questi due aspetti basilari per una buona cucina. Con e senza glutine. Detto questo non amo certamente cucinare “alimenti” ancora vivi, così come non mi entusiasma la cucina che prevede l’utilizzo di insetti. Troppo lontani dalla mia cultura culinaria…anche se (solo) per il mio impegno da blogger e fedele alla mia curiosità, mi sacrificherei anche a cucinare una aragosta ancora in vita o degustare una cavalletta fritta! 

 

 

Sglutinati: Infine, noi italiani siamo sempre stati abituati a vedere le donne di casa in cucina: nonne, mamme e zie che preparano cenoni e pranzi in famiglia. Cosa ne pensi invece del fatto che ci siano ancora troppe poche donne chef nei grandi ristoranti stellati italiani e non solo?

 

Gorgatti: Sicuramente un peccato. I talenti in rosa sono molti e possono vantare ricette ricercate e di qualità con quel pizzico di femminilità che avvolge sempre il tutto. Sono diverse le chef che possono mostrare fiere, stelle michelin cucite sulle loro giacche oppure recensioni tra le righe delle guide più importanti nel campo della ristorazione italiana e mondiale.

Purtroppo è vero, il mondo della pubblicità e del marketing spingono figure maggiormente maschili, forti e autoritarie, caratteristiche e peculiarità indispensabili e proprie delle brigate. Vorrei sottolineare comunque che le donne emergenti che lavorano in cucina, oltre ad un duro lavoro e impegno alle spalle, devono poi dedicarsi ad altro, oltre ai fornelli, dettato dalla loro natura intrinseca dell’essere mamme, mogli e nonne. Forse è anche per questo che vi è la cattiva abitudine di vedere con scetticismo la donna in cucina, non valorizzandola quando il suo ruolo di chef diventa una professione al femminile.

W quindi le donne in cucina, che si confrontano in ogni nuova esperienza, con l’idea di imparare sempre qualcosa di nuovo, mettendosi costantemente alla prova. Questa la filosofia alla quale mi ispiro anch’io in ogni proposta lavorativa che intraprendo, tra un progetto ed una ricetta! 

 

 

Grazie ad Alice Gorgatti!

 

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